Asso, la cascata Vallategna, Teodoro Margarita.. e l’importanza di fare Rete…

E’ passata la vittoria referendaria, una grande vittoria. Io osservo il mondo da dove vivo e lavoro, questa Lombardia profonda, profondissima nella quale far sì che le persone si espongano è una faticaccia ardua, improba.

Nella nostra lotta contro un supermercato che vorrebbero edificare a ridosso di una splendida cascata, la Vallategna, qui ad Asso, abbiamo sudato sette camicie, il controllo sociale è talmente asfissiante che il sindaco, la sua giunta, sono arrivati a contattare persone che avevano firmato contro quell’obbrobrio: a contattarle personalmente. Qui i primi a dare un volantino firmato, mettendoci la faccia, siamo stati noi di Civiltà Contadina, alla prima assemblea pubblica abbiamo fatto il pieno perchè è venuta tanta gente dai paesi vicini… eppure, qui, dove all’80% la gente vota a destra, il quorum è stato sfiorato: 49.80%.

Vuol dire che qualcosa sta cambiando davvero, andare a votare domenica 12 è stato bello, ero convinto che avrei trovato gli scrutatori annoiati e i soliti carabinieri, macchè, c’era un pò di fila e persino due suorine…

Ho sorriso, devi farlo, quando abiti e agisci in posti come questa vandea vallassinese. Qui il vicesindaco, in pieno consiglio comunale ha detto, testualmente, e nessuno gli ha riso in faccia, che contro di lui, si “operavano riti vudù”, mi sono vergognato come un cane, io per lui. E qui, invece, metà della gente è andata a votare. Abbiamo volantinato in tre, i manifesti per il Si sono giunti da fuori, da Como.

Eppure… Eppure tutto questo mi spinge a riflessioni più profonde, molto più dolorose, persino. Ovvero che i miei comportamenti, da soli, il tanto cianciare di “stili di vita” non servirebbero proprio a niente, ininfluenti, non ho un’auto, nenache fumo e sono vegetariano: embè?

E come quando pianto qualche albero nel mio terreno: questo mese un solo incendio ha incinerito centomila ettari di foresta in Arizona. Non c’è partita. I miei comportamenti virtuosi parlano per me, per la mia vita, mi gratificano, ma oltre questo non si va.

Aver difeso l’acqua pubblica, aver cacciato a pedato il nucleare: più di 25 milioni di italiani l’hanno fatto, con me, Meno male, astenersi sarebbe stato fatale. I Comitati referendari, di cui pure io ho fatto parte, sono stati capace di fare rete: contro l’oscuramento totale dei media televisivi, contro ogni intossicazione, disinformazione, altre reti sono state attive, mobili, coinvolgenti, intelligenti.

Occorre sapere fare massa, uscire dal guscio, per questa e per qualsiasi altra questione.

Sono un seedsaver, salvo semi rari: qual’è la mia preoccupazione, appena vengo in possesso di varietà in via di estinzione? Cercare qualcuno che sia capace di riprodurre e regalare, donare, allo scopo di diffondere e moltiplicare. Avevo un fagiolo di montagna, il rosso della Valsassina, la signora che ce lo ha fornito è morta, era a noi di salvarlo: fatto, messo in circolo, da tre che ne avevamo, ora sono molti di più. E’ la stessa preziosa lezione che ci danno questi referendum.

Occorre uscire, fuoriuscire dai ghetti, saper fare rete. Ero convinto che questi quesiti, boicottati da tutti i partiti o quasi, a destra e a sinistra, avessero da fallire miseramente, frutto di pochi, troppo pochi, illuminati avanguardisti , così non è stato e me ne rallegro. mi sarei davvero svegliato triste il 14, al contrario. Spero che tutti facciano tesoro di questa lezione: c’è una poesia di Brecht che dice che “i piccoli mutamenti sono nemici dei grandi mutamenti “, per cambiare le cose davvero, occorre, si, tenere la fiaccola accesa nelle oasi di libertà, ma queste debbono divampare, appiccare il fuoco alla prateria o, trattando si d’acqua, inondare il mondo, come un’alluvione.

Viceversa, si torna, come me, nella valle assediata, nel fortino inespugnabile ma tanto, tanto da deserto dei Tartari.

Teodoro Margarita

I commenti sono disabilitati.